Ciccio il Riccio

Parte 1

Ciccio il Riccio da “I racconti de LaMeLa777”

Ciccio il Riccio è giunto in casa nostra una sera freddissima di Dicembre.

Ora, anche i meno esperti sanno che di norma i ricci vanno in letargo in questo periodo.

Evidentemente Ciccio ignorava questo particolare. D’altronde, come un po’ tutti quelli che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il percorso della mia vita, anche Ciccio il Riccio era un personaggio diversamente abile alla coerenza del suo essere.

Era un po’ tonto, ecco ve l’ho detto!

Fatto sta che quella fatidica sera del nostro primo incontro, Ciccio se ne stava appallottolato nel bel mezzo del giardino di casa, bullizzato dalle 4 BestieDiSatana.

-Ovviamente i quattro elementi sopra citati nulla hanno a che fare con le tristi vicende di qualche anno fa accadute a Golasecca nel varesotto.

I quattro sono stati così rinominati, da me e DolceMetà, in quanto abbiamo la certezza piena che essi ci siano stati mandati da Lucifero in persona. Stufo della loro presenza fastidiosa e assai rumorosa, ha ben pensato di farne “omaggio” alla coppia a lui più “simpatica” del mondo di sopra.-

Appena ho realizzato quale nuovo crimine stessero mettendo in atto i quattro, sono corsa in soccorso di Ciccio. Inizialmente, vuoi per il buio, vuoi per la miopia, vuoi per la stanchezza dovuta ad una giornata di lavoro un poco pesantina, non avevo realizzato nell’immediato che si trattava di un riccio.

Le 4 BestieDiSatana avevano circondato il povero Ciccio che, spaventato, li implorava di lasciarlo stare:

“Che volete da me bestiacce?” Mugugnava con la sua vocina tremante. “Che vi ho fatto, sono solo un povero riccio” Insisteva nel dire, speranzoso di impietosirli al punto da essere liberato.

A turno, dal canto loro, galvanizzati dal fatto di essere quattro contro uno, le 4 BestieDiSatana gli urlavano contro a pieni polmoni: “Stai zitto tu, coso pungiglioso e spuzzolentoso” diceva l’unico maschio tra i quattro. “Che ci fai a casa nostra?” Chiedeva con la sua vocina stridula ed irritante la più piccina. “Come osi entrare nel nostro giardino” Gli faceva seguito la più grassotella del gruppo. Ma sicuramente a spaventare Ciccio era stata la voce ferma ed autoritaria del loro capo “Tu non uscirai mai vivo da questo posto!” E sono quasi convinta di averla anche sentita fare una risata malefica camuffata in quel suo abbaiare nervoso e isterico che la distingue.

Sottratto Ciccio il Riccio dalle 4BestieDiSatana, ho dovuto rincuorarlo per una mezz’ora buona che i quattro non ce l’avevano con lui per qualcosa in particolare. “Sai sono solo un po’ stupidotti” gli ho detto. “Si fanno forti perché sono di più di te ma nulla ha che vedere con te nello specifico” Notando però che Ciccio mi guardava con questi occhietti increduli ho continuato “È che non hanno mai visto un riccio, e tu sei un po’ diverso da loro tutto qui”.

“ Bé ma mica è colpa mia se ho gli aculei invece del pelo!” Ha esordito lui. “Certamente” ho risposto prontamente e per calmarlo un po’ ho anche aggiunto “Ma loro sono proprio stupidini e gli piace fare i bulli con quelli più piccoli come te” Ovviamente le 4BestieDiSatana sono state nell’immediato sgridare e messe in punizione perché sanno che non devono fare così quando incontrano qualcuno.

Appena DolceMetà è arrivata a casa, abbiamo fatto un bel discorsetto ai quattro. Sul cosa voglia dire essere diverso, sul perché non ci si deve comportare così con gli altri e soprattutto farli ragionare sul fatto che bisogna aiutare chi è in difficoltà invece di aggredirli. Il capo ha boffonchiato parole incomprese ma siamo certe di averci letto tra le righe un paio di imprecazioni nei nostri riguardi.

…a domani per la Parte 2…

Tratto da “I racconti de LaMeLa777”

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LaMela777

Sono una blogger diversamente agiata in un mondo palesemente disagiato. Ho un master in "LaQualunque" all'università della vita. Un mio difetto? Li ho tutti!

3 thoughts on “Ciccio il Riccio

  • 23 Dicembre 2021 alle 20:34
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    Brava❣❣❣ Bellissimo racconto e sono pienamente d’accordo col commento di Farida. Buona serata 😉🥀

  • 23 Dicembre 2021 alle 15:03
    Permalink

    Una lezione che purtroppo spesso si dimentica… il rispetto epr gli altri.
    Complimenti per questi racconti semplici ma che vanno direttamente al nocciolo.
    Buona giornata 🙂

I Commenti sono chiusi.


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