Ponte Morandi, dove siamo rimasti 🤔❔

Spunta anche il reato di falso nell’inchiesta per il crollo del ponte Morandi che la mattina del 18 agosto 2018 ha provocato la morte di 43 persone 566 sfollati.

Nella gestione del Ponte Morandi emerge “la ripetizione di falsa reportistica”, “l’assenza di reali ispezioni”, “la sottovalutazione di rischi accertabili”, comportamenti che hanno portato al “falso affidamento sulle condizioni di salute del viadotto” e all’ulteriore “falsificazione delle valutazioni di sicurezza richieste dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 2003” in sostanza “Autostrade truccò le carte sullo stato di salute del ponte”

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Un piccolo cenno storico sul ponte (fonte wikipedia).

Il viadotto Polcevera (noto ponte Morandi o ponte delle Condotte), localmente conosciuto come “Ponte di Brooklyn”, è stato un ponte autostradale che scavalcava il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, nella cittĂ  di Genova.
Fu progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi e venne costruito fra il 1963 e il 1967, ad opera della SocietĂ  Italiana per Condotte d’Acqua.
Il viadotto, con i relativi svincoli, costituiva il tratto finale dell’autostrada italiana A10 (gestita dalla concessionaria Atlantia).

Problemi e Critiche sul ponte.

Nel giro di pochi anni subito dopo la costruzione. il ponte iniziò a mostrare i primi problemi strutturali e in particolare un veloce e grave degrado dei materiali, segnalati anche dallo stesso Ing. Morandi il quale aveva evidenziato tra gli anni ’70-’80 come la combinazione della brezza marina ed i fumi corrosivi delle vicine acciaierie di Cornigliano stavano causando un serio degrado degli elementi metallici a vista e delle superfici in calcestruzzo. Palesando la concreta necessitĂ  di intervenire sul ponte con manutenzioni mirate.

Anche la consistenza del calcestruzzo dava segni evidenti di pericolositĂ , tanto che il piano viario del ponte, da orizzontale che era, finì presto per avere una conformazione ondulata. Negli anni ’80 si corse ai ripari per questa problematica con in intervento parziale.

Nel 2006 interpellato, l’architetto spagnolo Santiago Calatrava, propose la demolizione e la ricostruzione del ponte con una nuova struttura in acciaio; tuttavia, considerata l’importanza del viadotto e gli effetti che avrebbe comportato la sua chiusura, il progetto fu rifiutato

Uno studio effettuato a posteriori dalla NASA su dati satellitari opportunamente elaborati ha evidenziato che fin dal 2015 il viadotto aveva incominciato a deformarsi in modo anomalo e significativo, e negli ultimi mesi di vita (dal marzo 2017 in poi) tale movimento era andato aumentando fino a 9-10 cm.

Dal 1981 al 2017 diversi sono stati gli interventi sul ponte, tutti rivolti a “tamponare” i reali problemi di cedimento strutturale.

Verifiche da parte del Politecnico di Milano sui piloni 9 e 10, avevano evidenziato un forte degrado in una delle due coppie di stralli del pilone 9, ma un comportamento regolare da parte degli stralli del pilone 10.
A seguito di tali verifiche nel 2018 la concessionaria Autostrade aveva pubblicato un bando di gara da 20.159,000€  per l’adeguamento strutturale proprio dei piloni 9 e 10 del viadotto.

Alle ore 11:36 del 14 agosto 2018 IL CROLLO!

La sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga 250 metri, collassa insieme al pilone di sostegno numero 9, provocando 43 vittime tra le persone a bordo dei mezzi che transitavano sul ponte e tra gli operai al lavoro nella sottostante isola ecologica dell’AMIU.

La dimensione e la gravitĂ  dei fatti hanno spinto il Governo a prendere in considerazione un processo di revisione globale del sistema delle concessioni da parte dello Stato, portando anche al recesso della concessione ad Autostrade per l’Italia

Viene pubblicato il decreto-legge n. 109, “Decreto Genova” che conferisce amplissimi poteri (ritenuti anche eccessivi da parte dell’ANAC in quanto viene derogata anche la normativa antimafia) al Commissario per la ricostruzione.

Ricostruzione

Tra i proponenti il ripristino della struttura, anche solo temporaneo, per favorire un successivo nuovo viadotto realizzato in tempi non contingentati e nel rispetto delle regolari normative, l’ingegnere, architetto e docente universitario Enzo Siviero a fine gennaio 2019 richiede nuovamente attenzione su tali ragioni agli organismi preposti. Lo stesso Siviero, a stretto giro esprime poi critiche sui costi preventivati per l’eventuale rifacimento totale del viadotto, a suo dire estremamente elevati rispetto al costo di mercato.

Diverse le proposte di ripristino del viadotto, rispondendo al bando indetto dal Commissario straordinario alla ricostruzione e Sindaco di Genova Marco Bucci.
Alcune proponevano una sostituzione integrale del viadotto esistente, altre un ripristino della sola parte crollata ed il rinforzo delle porzioni superstiti. La scelta operata è tuttavia stata quella di una demolizione di gran parte del viadotto avvenuta nel 2019 e la sua successiva sostituzione.

Fortemente contrario e rammaricato, ovviamente Maurizio Morandi, figlio del progettista, che ha espresso profonda “tristezza” per la “troppo frettolosa scelta” di abbattere il ponte, ritenuto «simbolo di un progresso che l’Italia ha attraversato negli anni 50 e 60 del secolo scorso» e «monito per le conseguenze che l’incuria nell’uso e nella conservazione delle opere».

Il costo del mantenimento parziale del viadotto dotato di campane strallate, secondo la relazione del commissario per la ricostruzione, sarebbe stato sui 128 milioni di euro e avrebbe richiesto da un minimo 8 mesi a un massimo di 20 mesi di lavoro.

Il 9 febbraio 2019 sono iniziate le operazioni di demolizione in 4 fasi.

Ponte Morandi: ricostruito in un anno e mezzo

Il cantiere non si è fermato neanche durante il lockdown e questo grazie alla collaborazione di tutte le forze intervenute nella riscostruzione. In primis

Il cantiere non si è fermato neanche durante il lockdown e questo grazie alla collaborazione di tutte le forze intervenute nella ricostruzione.
In primis è stata snellita la burocrazia, merito anche del fatto che al sindaco di Genova Marco Bucci Ă¨ stato affidato l’incarico di commissario operativo grazie alla sua esperienza come uomo d’azienda.
La direzione lavori è stata poi, affidata alla societĂ  Rina Consulting S.p.A ,che si distingue nel settore per la sua rigorosa separazione delle funzioni negli organi direttivi e la gestione del conflitto di interessi che ne garantisce il rispetto delle regole di imparzialitĂ  applicabili tanto da affidargli una serie di “poteri straordinari” che ha portato rapidamente a protocolli operativi e di sicurezza nel cantiere.

Merito del progetto va a Renzo Piano l’architetto degli architetti e senatore a vita,  che oltre a fare il progetto “43 vele di luce” gratuitamente, ci ha messo la faccia e la passione che lo contraddistinguono da sempre nel suo lavoro.

Il PROGETTO del nuovo-ponte-genova-blog-newtonsapple777
Inaugurazione del nuovo-ponte-genova-blog-newtonsapple777

LaMela 🍎

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